E Dio,
quanto sei bello in tutto ciò che fai.
Quanto vorrei prendere e partire con te,
contare i soldi sul primo volo disponibile,
e rifarmi una vita con te.
Fare l'amore con te in un hotel di periferia,
mentre l'alcool ci riscalda e le sigarette ci bruciano la gola,
e noi ci troviamo lì ad amarci
sotto un vecchio piumone color crema
e a viverci
e a respirarci
e ad innamorarci.
Che poi, quanto fu bella quella sera? Mi ricordo ogni particolare, sin dalla piazzetta dove mi sarei voluta sdraiare sulle tue gambe ma mi sembrava così inappropriato e mi appoggiai allora allo zaino.
E tu dissi “però non vale, sei bellissima” ed io stavo morendo dentro.
Poi prendemmo e arrivammo in un'altra piazzetta, in un'altra zona di Cagliari.
E solo lì mi appoggiai sulle tue gambe. E tu stavi usando il cellulare ed io ti stavo fissando e cercando di distogliere lo sguardo allo stesso tempo, perché mi sentivo stupida.
E non capisci quanto ti avrei strappato i vestiti di dosso per averti su di me. Non hai idea, Gesù, di quanto avrei voluto che tu fossi mio in quel momento.
Io so di essere un po’ strana e anche un po’ cogliona, e irascibile, presuntuosa e infantile da far schifo certe volte, ma non andartene. Sei la cosa più bella che mi sia mai capitata. Ed io vorrei averti con me per tanto di quel tempo.
E scusami quando non ti credo.
Quando non voglio più vederti perché inizio a detestarti per stupidaggini.
Quando mi chiudo in me stessa perché non voglio più sentire te né nessun altro.
Quando evito qualsiasi contatto, quando resto sulle difese e non voglio sentire spiegazioni.
Ma ho così tanta paura che tu te ne possa andare da un momento all'altro.
Ho paura di risvegliarmi all'improvviso e di morire senza te. Ho così dannatamente paura che possa finire tutto.
A volte ho paura di non essere abbastanza,
che tu possa annoiarti,
che mi stia costruendo mille castelli in aria.
Sono così abituata a veder crollare tutto quel poco che cerco di realizzare che me la prendo con te.
Chiamala gelosia insensata, chiamale paranoie, ma certe volte vorrei soltanto passare il resto della mia vita tra le tue braccia e avere la certezza che non mollerai mai la presa.
l'alcool ci rese euforici.
osservavo come quel liquido trasparente restava sulle sue labbra gonfie e rosee.
pensavo “oh, Dio, questo è il paradiso”.
e più lo guardavo, più m'innamoravo. più osservavo il suo contorno, il suo viso, i suoi occhi dalle dimensioni di un bambolotto, il suo naso piccolo e all'insù, i capelli che ricadevano sulla fronte, leggermente bagnati dal sudore provocato dal sangue che scorreva velocemente a causa dell'alcool. mi guardò attraverso la vista un po’ appannata e mi sorrise mostrando le fossette più belle e dolci che avessi mai visto in vita mia. m'innamorai fino alla pazzia.
